01/01/09

"ONCE A WEEK"!!! - PART ONE!


Quando dicevo che saremmo ripartiti più forti di prima, non stavamo mica scherzando!!

Oggi inizia un appuntamento che vede una volta a settimana un ospite speciale come protagonista di Punto Ora!!!

Parleremo della nostra passione, la Radio, e cercheremo di conoscere "più da vicino" persone che l'hanno vissuta e la vivono ancora attraverso le loro esperienze, i loro punti di vista e le loro storie.

Si comincia con un amico, Stefano Piccirillo, ora speaker di Radio Kiss Kiss!!


- Ciao, Stefano! Come stai?

- Ciao! Come un giovane vecchietto con qualche anno pieno sulle spalle.

- Come procede la tua vita professionale?

- Il 2008 e' stato un anno di grandi cambiamenti. Il mio rapporto con la radio si e' modificato tanto.
Prima ci vivevo , 7 giorni su 7, poi la vita personale mi ha portato ad altre scelte. Fare radio resta il mio piu' grande amore professionale ma ho comunque imparato a cimentarmi nel doppiaggio, nell ' utilizzare la voce anche per cio' che riguarda la produzione di spot e documentari. Poi sono nate un paio di avventure professionali nella gestione e nell' organizzazione di eventi all' interno di due locations a Roma, la prima e' un caffe' letterario dove presentiamo libri ed autori, concerti acustici e readings, la seconda e' un bar del centro dove mi diverto a mettere la musica che piu' mi piace. Ma quando vado in onda e' altra storia. Nel 2009 vorrei tornare a fare radio come si deve.

- Secondo il tuo punto di vista, in che modo sono cambiate le cose all'interno delle maggiori realtà radiofoniche?

- L' utilizzo del web, le radio tematiche, lo sviluppo dell' intero sistema di messa in onda e l' interazione totale con l' ascoltatore credo abbiano raggiunto anche visivamente con l' utente una sorta di "non-radio", ma un "ascoltami , fammi tuo e guardami". Il concetto di radio, del fascino di immaginare chi ti parla e' stato forse un po' surclassato dal desidero di stupire chi ti ascolta, quando invece dovrebbe restare quello autentico: un disco che suona, uno speaker che ti porta a pensare, a riflettere, a ridere o piangere, vivere una emozione non artificiale.
- Chi fa veramente la Radio oggi?
- C'e' una grande ricerca di personaggi quando dovrebbero essere le persone a lavorare per chi ascolta.
- Siamo sicuri che funzioni ancora il personaggio che marcia sui dischi senza sapere cosa significhi essere un insieme tra parlato e musica, siamo sicuri che le belle gambe messe in mostra in televisione possano vedersi alla radio attraverso la voce?
- Non lo so, forse la radio ai radiofonici sarebbe il cambiamento piu' auspicabile dell' anno.
Musicalmente , a parte alcuni fenomeni che si stanno consolidando, abbandonare il piattume della top 40 non sarebbe male, orientare ogni radio ad un format musicale che la identifichi sul serio.
Valorizzare le risorse umane contestualmente alle loro reali attitudini.
Se ad un centravanti lo fai giocare difensore o se ad un attore comico gli fai recitare l' Otello lo snaturi.

- Sei d'accordo sul fatto che stiamo attraversando un periodo di considerevole calo di consensi da parte degli ascoltatori un pò per tutte le Radio Italiane?
- Gli ascolti sono diventati piu' costanti, presenti e spesso determinanti. L' analisi delle indagini Audiradio da parte delle emittenti potrtebbe essere realizzato in prospettiva e non come quelli televisivi. La radio nella sua natura impiega tempo a fidelizzare con l' ascoltatore rispetto al mezzo video, di conseguenza l' aspetto ondivago dei numeri radiofonici dovrebbe essere preso morbidamente dagli editori, dopo una stagione o un anno di programmazione si puo' davvero capire se la bonta' del proprio prodotto risulta efficace relativamente alle scelte artistico/editoriali. Un giorno sei su l' altro giu' e bisogna tenere conto che chi ascolta puo' avere dei momenti di "abbandono" del mezzo per motivi che esulano da cio' che e' in programmazione, magari lo stesso programma puo' avere
suo malgrado un calo di interesse per motivi non legati alla propria identita'.
Poi leggiamo che la radio e' tornata ad un boom di ascoltatori , successivamente il contrario. Cio' si vive sia per la carta stampata che per le tv. L' importante e' non essere dipendenti dai numeri.

- Come vedi il futuro della Radio? Vedi nel web una valida possibilità?
- Il futuro e' gia' adesso. Il web puo' sviluppare tante tematicita' a livello musicale e quindi una radio puo' diventare 10 radio su internet.
Unire l' umanita' della radio ed i vantaggi della tecnologia potrebbe esere la soluzione migliore. In questo caso i blog degli speaker che parlano della loro quotidianita' sono cosa buona. Per il resto dipende dal target d' età al quale ogni radio si rivolge. Ai ragazzi piace di piu' vivere un portale piuttosto che un sito web della radio. Agli adulti piace sentire che sostanza c'e' dietro un bel sito.
- Che tipo di accorgimenti apporteresti a realtà che ascolti attualmente?

- Anche se faccio questo mestiere da 24 anni in onda e fuori onda lascio a chi ha ruoli e responsabilità di capitalizzare la propria passione per migliorare , se e' il caso, cio' che e' in onda. Io ascolto di tutto , dalla radio di contenuto a quella di flusso, dalle talk radio a quelle musicali.
Diversificarsi e rendersi unici, avere quella caratteristica che si chiama identita' si puo' sempre migliorare. Io imparo ogni giorno ascoltando e cerco di capire.
Se hai una radio che si chiama Montecarlo o Radio 24 o Capital o KissKiss o RTL o Radiorai falla senza assorbire troppo il prodotto altrui. Non e' facile ma neanche impossibile. Fai giocare i radiofonici.

- Quali sono le differenze che noti rispetto ai periodi in cui tu vivevi fisicamente realtà come One-O-One, Rds, Rtl, Rai e tante altre?

- Trovo che il progetto RDS a distanza di quasi 10 anni da quando lo vivevo era estremamente avanti e sarebbe proponibile uguale ancora oggi, infatti la radio ha stabilizzato un proprio posizionamento di clock molto vicino all' epoca in cui eravamo all ' apice del successo. E' stato bravo Edoardo a mantenere uno schema vincente sotto questo aspetto.
One o One o R101 ha vissuto cambiamenti importanti e deve entrare realmente nell 'ottica dei grandi numeri per le possibilita' che ha adesso. E' normale che il passaggio da radio da editore singolo a gruppo editoriale all' inizio porti qualche squilibrio ma le potenzialita' sono davvero numerose , e' una grande occasione per loro.
Rtl e' la conferma della volonta' e della filosofia di un grande combattente della radio che e' Lorenzo, lui e' forte.
In Rai il discorso e' diverso, fin quando non chiamano chi la Radio la sa fare davvero ( almeno se desiderano essere competitivi con le private) hai voglia a rimpiangere Fiorello. L' unico che veramente li ha portati al "salto" , un passo avanti.

- Come vivevi tu il mondo della Radio da giovanissimo a livello emotivo? Quali erano le tue speranze? Come hai lavorato per raggiungerle?

- Iniziare da "piccolo" mi ha velocizzato il processo di apprendimento . Ho iniziato a 16 anni , ho avuto il piacere di lavorare con professionisti adulti gia' in tenera eta'. Non ho desistito quando ho avuto difficolta' e ricominciare in diverse' realta' e citta'. L' amore per questo " lavoro " ha fatto il resto. Ma attenzione, non e' mai raggiungere un risultato il segreto, mantenerlo e' piu' difficile, sempre.
Ci sono dei momenti in cui cio' che hai fatto conta molto poco, per questo si impara ogni giorno. E' la vita che e' cosi'.
Non si finisce mai. Non siamo impiegati statali, a 20 anni dicevamo "meno male", a 40 e passa diciamo " pero' ...":)
Scherzo...ce lo siamo scelti questo mestiere..ti e' piaciuta la bicicletta ? Ora pedala.
- Grazie, Stefano!!! A presto da queste parti!! :)
- A presto, quando vuoi! Ciao!!